SMART (acronimo di Swatch-Mercedes ARTattack) è una piccola protesi mobile costruita con vecchi Swatch riciclati, delle Mercedes avanzate tagliate a spicchi e colla vinilica. Il termine smart, entrato nell’immaginario collettivo come riferimento ad un qualcosa di piccolo è in realtà la traduzione dall’inglese di intelligente: i tempi cambiano, al giorno d’oggi se ce l’hai piccolo sei intelligente perché ottimizzi gli ingombri, io invece, sarò anche tradizionalista e deficiente, però ce l’ho grosso e ottimizzo tua sorella [senza fonteProva a chiedere a tua sorella :)].
Tutto ebbe inizio nei primi anni '70, quando un certo Johann Tomforde, ingegnere Mercedes di 24 anni, conosciuto nell’ambiente per la sua tirchiaggine, incomincia a realizzare il piano di una vettura minuta da soli due posti, così da non dover dare più il passaggio ai suoi colleghi di lavoro: la dirigenza scarta il progetto, i colleghi gli rigano la macchina, ma il giovane ingegnere, purtroppo, non si arrende. Nel 1982 presenta una seconda proposta, il NA-FA (NB: Prima di continuare a leggere assicurarsi che non ci sia nessuno davanti a noi): “NAhverkehrs-FAhrzeug” cioè “Veicolo di Trasporto”, un nome ingegnoso e ricercato al quale solo lui poteva giungere. Dopo aver visto il prototipo i vertici Mercedes credono che Tomforde sia sulla strada giusta... quella di casa sua. La notizia più drammatica fu comunque l’aver appurato che Tomforde non avesse sorelle. Nel frattempo, Nicolas Hayek, l’inventore dell’orologio Swatch, dopo aver visto al cinema “Ritorno al Futuro” inizia ad avere anch’egli un’altra idea folle, trovare una Casa automobilistica che possa realizzare la Swatchmobile: una macchina del tempo in miniatura che potesse tornare indietro nel tempo e possibilmente restarci. Tutte le Case, tra le quali PSA, Renault, Volkswagen e GM, rimandano per il momento indietro il solo Hayek senza nemmeno il flusso canalizzatore, ma chiamando la sicurezza; solo Mercedes accetta la sfiga... ehm, sfida. Nel 1993, appeso al muro del Salone di Francoforte viene dunque presentato il prototipo
ufficiale del Mercedes Swatch, con tanto di carillon e pendolo annessi. Per “Doc” Tomforde e Nicolas Hayek era giunta l’ora di uscire fuori alla ribalta. Infatti nel 1998, al lancio ufficiale della Smart definitiva, entrambi vengono fatti fuori e ribaltati dal gruppo Daimler-Benz: Tomforde fu licenziato con un telegramma e Hayek, a causa di alcune controversie con la Casa madre, lasciò le sue quote societarie e abbandonò il progetto.
Per via di una dotazione da auto di categoria superiore, con ABS, climatizzatore, cambio automatico, vetri elettrici, due grandi poltrone, plancia di ottima qualità e un bagagliaio discreto, la Smart uscì in Italia ad un prezzo non proprio smart: oltre 18.000.000 di Lire (con meno ci si portava a casa una Fiat Punto), ma già dall’anno successivo i prezzi verranno ridotti per far fronte ad un sensibile calo di vendite.
Dal 2005 infatti, i conti Mercedes diventano critici e l'ammontare dei debiti arriva a 3,9 miliardi di Euro. Causa di tutto ciò è l'insuccesso commerciale della Smart Roadster (2003-05) e della neonata quattro posti ForFour (2004-06), oltre al calo delle vendite della ForTwo (nuova nomenclatura adottata per la Smart due posti) che inizia ad accusare il peso degli anni. Imperterrita la Casa madre decide di non chiudere la società , ma di mettere in produzione una seconda serie della ForTwo nel 2007; grazie al nuovo stile la Smart arriva galleggiando anche negli Stati Uniti dove viene scambiata per un pallone da football e rispedita al mittente su calcio piazzato. La Smart comunque, divenuta ormai fenomeno di costume, oltre ad aver introdotto un nuovo concetto di mobilio urbano ha il merito di aver coniato anche un nuovo stile di guida: quello del “Facciounpòcomecazzomipare”, riconoscibile dai parcheggi trasversali che invadono la carreggiata piuttosto che dai sorpassi multidirezionali ad incognita. Eppure Smart sembra guardi sempre avanti (al contrario dei suoi conducenti). In Italia, un primo test effettuato in collaborazione con ENEL (progetto e-mobility Italy) ha immesso dal 2009, sulle strade di
Roma, Milano e Pisa, 100 ForTwo Electric Drive, totalmente elettriche ad emissioni zero, consegnate con la formula del noleggio (€ 400+IVA/mese) per 4 anni senza possibilità di riscatto e con la colonnina di ricarica installata da ENEL anche vicino casa (€25/mese per il rifornimento): a conti fatti un esborso finale di circa € 25.000, ovviamente a fondo perduto. Dal 2012 probabilmente queste vetture potranno essere regolarmente acquistate presso i concessionari Smart, ma non è ancora dato sapere le condizioni di vendita, fornitura e disponibilità . Se la salvaguardia e l’economia del pianeta è un privilegio per pochi, che continui Smart a guardare avanti, io mi guardo dietro, perché puoi avercelo anche “smart”, ma il modo per mettertela in “quel posto” lo trovano sempre!
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”Vendo Smart 600 del 2000 abbastanza simpatica, condizioni discrete, color creatina, palestrata, gommata e cancellata, collaudata fino al 2013. Vendo causa inutilizzo, i miei muscoli hanno adesso bisogno di più spazio...”