IATO

FUORISTRADA ITALIANO IATO 4X4 METALLI E DERIVATI
ITALIA IATO (acronimo di Industria Automobilistica Tossica Occultata) fu un raro esempio di vero “fuoristrada” made in Italy, così valido che infatti sulle strade non si vide mai, ma a dire la verità neanche fuori. Il mezzo nacque nel 1992 e venne prodotto in pochi esemplari con carrozzeria di vetroresina; i suoi 1.600 Kg erano mossi da tre diverse motorizzazioni della Fiat Croma: due a benzina, la IATO 1600 e la IATO 2000 e uno a gasolio, la IATO 1.9 TD con velocità massima di 140 Km/h. Il Gruppo, che comprendeva dieci aziende e che si prodigò alla sua realizzazione, fu lo spezzino Metalli & Derivati, nato pochi anni prima per volontà di alcuni dirigenti metallari fusi, derivati da qualche concerto degli Iron Maiden e che divenne nei primi anni ‘90 il secondo produttore nazionale di piombo dopo la Eni e il primo dei privati; il loro motto era: “Sesso, Piombo e Rock ‘n Roll”!
IATO, “il fuoristrada italiano” come fu definito durante la cerimonia di presentazione tenutasi nell’estate del 1989, nasceva da un’idea imprenditoriale arguta ed originale: creare una fabbrica da utilizzare come discarica abusiva di materiale altamente inquinante: evidentemente, più che sul fuoristrada, il progetto si concentrò maggiormente sul “sottostrada”. La società spezzina realizzò un impianto di 17.000 metri quadrati a Nusco (AV), paese natale dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Ciriaco de Mita, attingendo ai fondi pubblici destinati alla ricostruzione dell’IrpiniaIl sisma  che si verificò nel 1980 colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale. Causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti. La ricostruzione fu, però, anche uno dei peggiori esempi di speculazione su di una tragedia con uno stanziamento di denaro pubblico che arrivò a 60.000 miliardi di Lire!. Decine di imprese, spesso del Nord, fecero affari d' oro speculando con i lavori del dopo sisma trovando l’appoggio di certi politici meridionali “interessati”. 
I liguri della Iato non si accontentarono di farsi dare dei soldi per mettere su un'impresa fantasma: riuscirono perfino a farsi pagare prima lo smaltimento dei rifiuti tossici e poi l' acquisto degli stessi rifiuti come materiale inerteGli inerti  sono materiali minerali granulari grezzi usati nelle costruzioni e possono essere naturali, artificiali o riciclati. Sono utilizzati in edilizia principalmente come composti. per costruirvi lo stabilimento. Almeno 3.600 tonnellate di arsenico, cadmio e vari residui della lavorazione del piombo che la “Cover Land” Metalli e Derivati di La Spezia aveva collezionato nei suoi tour: una concentrazione 6.000 volte superiore al tollerabile, nella grande fossa costruita per le fondamenta, a pochi metri dalla falda che rifornisce l’Ofanto, il secondo fiume più lungo del Mezzogiorno. Coprirono tutto e ci costruirono sopra il fuoristrada Iato, a volte nascondendo ‘a munnezz’ anche nel bagagliaio. La fabbrica, finanziata dal denaro pubblico, era stata fortissimamente voluta dall’imprenditore Paolo Pofferi (Il pifferaio magico) e, al suo seguito, altri musicisti della Metalli e Derivati di La Spezia, che dopo essersela cantata e suonata da soli furono destinati a cantarsela anche al commissariato. La Iato sarebbe dovuta essere uno dei punti di forza dell' area industriale irpina, assumere un sacco di gente e assemblare fuoristrada con motori e meccanica Fiat e scocche di una speciale vetroresina importata dalla Bulgaria, ma molte di queste arrivavano così scadenti da essere inservibili e venivano fregate dagli operai per costruirci degli sci, delle barche... (non è una battuta). Fatti i conti, ogni fuoristrada veniva a costare alla produzione una quarantina di milioni (lo stesso prezzo con il quale fu messo in vendita): troppi, per competere sul mercato. Finì che in quattro anni, invece di quattromila come era stato previsto, la Iato produsse 250 esemplari, in buona parte rimasti per mesi e mesi abbandonati nel parcheggio e poi svenduti a prezzi stracciati, per poi chiudere la fabbrica licenziando gli  operai. Le vetture furono destinate esclusivamente ai Vigili del Fuoco e IATO 4X4 OFFROAD VVFall’ENEL in quanto la commercializzazione, attraverso una rete di concessionarie, non ebbe mai inizio e lo stabilimento di Nusco chiuse i battenti in un clima di totale indifferenza. Solo alcuni anni dopo la chiusura degli stabilimenti la Guardia di Finanza, nel dicembre 1999, scoprì le tonnellate di materiale nocivo ancora stoccate nel sottosuolo. Quanto all'inchiesta sui rifiuti tossici seppelliti sotto lo stabilimento, partita in gravissimo ritardo e solo grazie ai rimorsi di un operaio che denunciò di aver partecipato all' operazione, è finita alla maniera “italiana” : in prescrizione.  Dopo circa 20 anni l’interminabile processo sull’inchiesta “Irpiniagate”, incagliatosi più volte nelle cavillosi leggi di procedura penale, si è risolto con una sentenza di assoluzione per tutti gli imprenditori indagati più l’ex onorevole De Mita, i giudici hanno accolto le tesi della difesa e hanno assolto gli imputati perché il fatto non sussiste. Pofferi durante tutta la vicenda scontò solo 6 mesi di carcere, ma perlomeno rinchiuso in isolamento in una Iato 4x4 e sballottato 24 ore su 24 dalla popolazione irpina, provando così anch’egli l’ebrezza di essere un terremotIATO. 18 miliardi di Lire (documentati) scialacquati in donne, crociere, ville, gioielli, cene e cantine rifornite e altri miliardi che saranno disposti per la bonifica dell’area (attualmente ancora sotto sequestro): questo il conto finale di questa ennesima avventura italiana.
Chi ha avuto, ha avuto, ‘a Iato... chi ha dato, ha dato, ‘a Iato... scurdámmoce 'o passato, ma resta ‘n’auto ‘e merd’, paisá!


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ANNUNCI DI MERDA: € 5
“Solo Auto 4x4” di Aprile 1990 totalmente in lingua spagnola, leggi la prova su strada della mitika Iato, se non capisci l’idioma guarda le figure. Guarda i tuoi soldi come sono stati buttati dal governo e spendine altri per acquistare la mia rivista...”



FUORISTRADA IATO - VIDEO DI PRESENTAZIONE