
La Rayton Fissore S.p.A. è stata un’onesta società fondata nel 1976 dal pregiudicato Giulio Malvino, a Cherasco (CN), che sposò una delle figlie del titolare della nota carrozzeria Fissore di Savigliano (CN), la quale ebbe una piccolissima controversia giudiziaria nel processo del 1993 a Torino che coinvolse il Gruppo Tanzi, il presidente della Banca San Paolo di Torino e l’onorevole DeMita, in quanto imputata di essere una specie di società “contenitore” per fondi monetari di provenienza ignota da dirottare verso le casse della Democrazia Cristiana. Curioso il fatto che l’unico veicolo di spicco della Rayton Fissore fosse il Magnum 4x4 di cui 1/4 degli esemplari furono venduti proprio alle Forze dell’Ordine: Polizia di Stato, Guardia Forestale, Guardia di Finanza, ecc.. Il Magnum fu a tutti gli effetti il primo SUV italiano nato addirittura nel 1985, ma siccome il termine SUV (Solo Utili per Vendemmiare) non era stato ancora inventato, la classificazione ufficiosa del mezzo era: Merda per Sterrati 4x4. In effetti i tempi non erano ancora (im)maturi per proporre al mercato un tipo di veicolo del genere: la moda dei SUV non era ancora partita e se non si andava effettivamente a zappare o a cacciare cinghiali, la necessità di avere un mezzo del genere era pressoché nulla. Se paradossalmente qualcuno avesse intravisto un tizio fermo per strada in un Hummer o un BMW X5 odierni ad esempio, probabilmente gli avrebbe chiesto di vendergli un paio di zucchine. L’innovativo prototipo del Magnum 4x4 basato su telaio militare fu proposto dalla Rayton Fissore prima alla Iveco, ma la risposta fu: “
Ehi.. Noi produciamo camion!” e poi alla Fiat, e la risposta fu: “
Ehi.. Noi produciamo auto!”. Non sapendo che cazzo fare, la Rayton decise di proseguire da sola. Disegnata dal fruttivendolo americano Tom Tjaarda, il Magnum mandorlato era un carro allegorico composto da pezzi derivati da altre macchine. I fari anteriori della 1a serie erano della Lancia Trevi, nella 2a serie subentravano quelli della Fiat Regata e le frecce della Fiat Uno; fari posteriori dalla Citroen BX, maniglie esterne ed interne della Lancia Delta e differenziali dell’Iveco Daily 4x4, del quale ne condivideva telaio e gran parte della meccanica. I motori a benzina erano un Fiat 4 cilindri da 2.000 cc. da 138 cv. oppure “l’economico Busso” Alfa Romeo 2.5 lt. V6 da 160 cv, per il diesel ci pensò Iveco. Prodotto in Italia ufficialmente fino al 1993 e succesivamente solo su commissione in pochi esemplari, ebbe un

seguito negli Stati Uniti dove fu maggiormente apprezzato e commercializzato a marchio LaForza con motori della Madonna provenienti da supersportive Ford fino alla chiusura dell’azienda LaForza Automobiles nel 2003. Accessori come interni in pelle equina, aria condizionata, vetri elettrici, impianto stereo a scomparsa (e mai più ritrovato), volante regolabile e lunotto termico facevano già parte della dotazione di serie della Magnum 4x4, ma dei 6.000 esemplari prodotti in Italia ben pochi hanno lasciato ricordi positivi ai loro possessori. Soprannominata la “Uno gigante”, per via della somiglianza con la celebre utilitaria Fiat, la Rayton Fissore Magnum era propensa sovente a far emergere guasti meccanici (trasmissione, freni, gruppo termico, vasi di espansione) e ad avere consumi eccessivi. Da alcune fonti sembra che la nuova società costituitasi a Cherasco, la LaForza International S.p.A. voglia proporre prossimamente dei nuovi SUV artigianali basati sul Magnum, ma molto più elitari e costruiti in piccole quantità con prezzi da capogiro che si aggirano intorno ai 100.000 dollari. L’augurio per i dirigenti della Casa piemontese e di avere “LaForza” di risollevarsi e magari spararsi un colpo di “Magnum” alla testa.
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ANNUNCI DI MERDA: € 3.000,00
”Vendo Rayton Fissore Magnum del 1994, 2.500 cc diesel. Ex veicolo della Polizia, riverniciato e profumato. Solo piccoli fori sporadici sulla carrozzeria causa raffica di proiettili saltuari. Interni in pelle leggermente macchiati di sangue ma intonati con il cruscotto in radica..”